Tra le caratteristiche più interessanti delle macchine matematiche c’è la manipolazione diretta. Ciò ha suggerito la possibilità di usarle con studenti con minorazioni visive, giacché la geometria attiva rappresenta un nucleo fondante dei metodi promossi per favorire l’integrazione dei non vedenti.
Nell’ambito di una collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna e l’Istituto Regionale per ciechi “G. Garibaldi” di Reggio Emilia, è stata costruita una piccola collezione di macchine matematiche (Bartolini Bussi & Maschietto, 2006) che incorporano la genesi tridimensionale di alcune trasformazioni geometriche piane (omotetia, traslazione), la realizzazione di isometrie, omotetie e affinità e il tracciamento di coniche mediante sistemi articolati e biellismi.
Relazione del progetto
Schede delle macchine matematiche della mostra
Articoli
Lavoro finanziato dall’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna, dal MIUR (Contributo per la Diffusione della Cultura Scientifica di cui al Decreto Direttoriale n. 774/Ric/2005) e inserito nel progetto PRIN 2005 (PRIN 200501972: Significati, congetture, dimostrazioni: dalla ricerca di base in didattica della matematica alle implicazioni curricolari) e condotto da Simona Vangelisti.
